Uno dei pilastri su cui si basano molte delle teorie riguardanti il 2012 (ma non tutte) è il calendario dei Maya.
Quando e dove
La civiltà Maya si sviluppò nel Centro-America, in particolare nell’area dell’attuale Messico.
I primi centri maya risalgono al 2.000 a.C., ma il loro periodo “d’oro” si colloca tra il 600 e il 900 dopo Cristo. E’ in questi secoli che la civiltà Maya raggiunse il suo massimo splendore: sorsero le fiorenti città di Tikal, Copà n, Palenque e Chichén Itzà , e si sviluppò un’estesa rete commerciale, accanto ad un vastissimo patrimonio artistico e culturale che andava via via formandosi.
Una civiltà estremamente avanzata
In questo periodo, mentre l’Europa attraversava il Medioevo, I Maya raggiunsero soprattutto approfondite conoscenze in campo astronomico, architettonico e matematico; in quasi tutti i siti Maya sorgevano degli osservatori astronomici, che venivano utilizzati per sviluppare calcoli molto complessi.
I Maya basavano le loro predizioni sugli equinozi e i cicli di Venere, e affidavano i loro avanzati calcoli astronomici, tra cui la profezia sulla fine del mondo, alle sculture e ai codici, manoscritti redatti con la loro complessa scrittura geroglifica.
Il calendario Maya
Sappiamo che i Maya erano un popolo ossessionato dal tempo. Furono l’unica civiltà precolombiana a svilupparne un sistema di misurazione complesso, e mai nessuna civiltà dopo di essi seppe sviluppare un sistema di calendari così completo e preciso – nemmeno la nostra.
In sintesi, il loro calendario ciclico racchiude in se tre calendari in uno – ai quali si affianca un ulteriore sistema di misurazione del tempo, detto Lungo Computo. Questo calcola il tempo trascorso a partire della creazione del mondo, e lo suddivide in  cicli non ricorrenti (b’ak’tun) della durata di 144.000 giorni.
Il 21 dicembre 2012 segnerà la fine del 13º b’ak’tun, evento associato, secondo alcuni studiosi, a catastrofici eventi, quali la fatidica “fine del mondo”.
Per il funzionamento dettagliato del calendario Maya rimandiamo a questo articolo.

